Finanziamenti per pensionati
Parallelamente all'indebolimento delle fasce pensionistiche e all'aumento del numero di pensionati
in Italia, numerose banche e società di credito hanno pensato a soluzioni personalizzate. Alcuni
validi esempi sono i finanziamenti operati dall'INPDAP, e quelli che coinvolgo la cessione del
quinto del cedolino pensione. Annoveriamo in questa tipologia di prestito quelli che non siano
finalizzati all'acquisto di un bene o servizio, e per i quali quindi il richiedente, ricevuto l'importo di
cui necessita, potrà usufruire del denaro come meglio crede.
Qualora il pensionato non sia riuscito a ottenere la somma di cui necessita attraverso forme comuni
di prestito, perché segnalato come pagatore insolvente presso le opportune centrali rischi, o perché
non in grado di fornire particolari garanzie ad assicurare il finanziamento, la cessione del quinto
rappresenta la forma che forse è più facilmente raggiungibile.
Sicuramente si deve far notare che le forme di prestito ai pensionati rappresentano forse la tipologia
di finanziamento più vantaggiosa per il richiedente, rispetto ad una normale domanda di prestito.
Facilmente rimborsabili
Il vantaggio di queste forme di prestito è che sono facilmente rimborsabili per un periodo che va
fino a dieci anni dal momento della richiesta, e che il richiedente non dovrà preoccuparsi
personalmente del versamento in quanto si vedrà trattenuta la cifra direttamente dalla pensione
percepita.
Esiste inoltre il mutuo vitalizio, che consiste nell'erogazione di un prestito senza restituzione
rateizzata mensile: la somma sarà versata interamente dopo il decesso dell'interessato dai
discendenti diretti.
Requisiti e condizioni
Condizione necessaria è ovviamente quella di essere in condizione di pensione, purché l'importo
ricevuto mensilmente nel cedolino pensione non sia inferiore ai 600 euro. In particolare, va detto
che gli Istituti adibiti al rilascio di questi prestiti tenderanno a non rilasciare finanziamento se il
calcolo derivante dal sottrarre la rata di rimborso mensile all'ammontare della pensione scende sotto
i 500 euro. Sono inoltre esclusi dall'accesso a questa tipologia di prestito coloro i quali usufruiscano
di pensioni di invalidità e assimilati, assegni per la famiglie inclusi.
Segue un sintetico elenco dei documenti da presentarsi in allegato alla domanda:
* la busta paga rilasciata dal proprio ente pensionistico (INPS, INPDAP, ENPALS, etc.);
* il CUD relativo all'anno precedente a quello del momento della richiesta;
* il modello O/bis, documento che attesta le pensioni che saranno in futuro percepite.
Una volta presentata la documentazione dovuta e soddisfatti i requisiti discussi, la somma richiesta
sarà erogata nel giro di uno o due giorni al massimo, con accredito diretto sul conto corrente
dell'interessato.
La durata del finanziamento
La resa della somma erogata sarà da restituirsi in un lasso di tempo che può durare dai cinque ai
dieci anni, a seconda della remunerazione percepita in forma di pensione e dell'entità della
richiesta, in comode rate mensili fino all'estinzione del debito, più interessi maturati.
A garanzia della richiesta è solitamente sufficiente la pensione stessa, anche se nel caso in cui il
richiedente fosse un protestato o segnalato nelle centrali rischi potrebbe essere necessaria qualche
garanzia in più come un'assicurazione sulla vita (che peraltro è spesso sottoscritta anche per
pensionati in età più avanzata).
Coloro che possono di fatto rilasciare prestiti a pensionati a condizioni che siano legali e
vantaggiose sono però soltanto gli enti pensionistici stessi e quelle banche e società di credito che
abbiano sottoscritto appositi accordi con gli enti previdenziali sopracitati; è bene quindi assicurarsi
che chi proponga di rilasciare il finanziamento lo faccio nel rispetto di questi accordi.